Quando il mondo ti lancia passivo-aggressività, tu costruisci scenografia.

Quando il mondo ti lancia passivo-aggressività, tu costruisci scenografia.

Lo stile Poveri ma con Stile applicato alla vita reale.

Ci sono mattine che non iniziano con un caffè, ma con installazioni artistiche che nessuno ha ordinato.
Non le trovi nei musei, non le trovi nei cataloghi, e stranamente non trovi nemmeno il nome dell’autore.
Eppure ci sono.
Improvvisamente.
Come pietre grezze in mezzo a un pavimento di marmo.

Perché succede?
Perché certe cose non sono casuali, nemmeno se ci impegniamo a far finta che lo siano.

La passivo-aggressività è un linguaggio tutto suo.
Un codice.
Un modo di dire “voglio disturbarti” senza assumersene la responsabilità.
Una piccola violenza mascherata da normalità, una barriera finta, un gesto timido e cattivo allo stesso tempo.

È sempre così:
chi compie l’atto non sta parlando della persona che lo subisce.
Sta parlando di sé, delle proprie frustrazioni, del proprio livello emotivo, del proprio stile.
Bassissimo, tra l’altro.

E qui entra in gioco il lifestyle Poveri ma con Stile.

Perché la domanda è semplice:
come risponde chi ha stile a un’offesa fatta male?

Con lo stesso brutto?
Con un atto uguale e contrario?
Con rabbia?
Con guerra?
No.

Chi ha stile ribalta la scena.
Alza il livello.
Risponde in maniera elegante nel suo essere brutale, senza perdere un grammo di dignità.

E allora, nel linguaggio universale della vita, esiste una regola d’oro:

Se tu mi metti una sbarra… io te ne faccio un tappeto.
Un tappeto scenico, tra l’altro.

Perché nella passivo-aggressività dell’altro c’è la voglia di ferire,
mentre nella nostra risposta c’è la volontà di trasformare.

Non si tratta di reagire.
Si tratta di reinterpretare.

Non si tratta di attaccare.
Si tratta di elevare.

Non si tratta di fare male.
Si tratta di fare meglio.

Ed è qui che la differenza psicologica si nota a occhio nudo:

• L’atto passivo-aggressivo punta al basso.
• La risposta elegante mira in alto.

Uno usa il brutto per affermarsi.
L’altro usa l’intelligenza per superarlo.

Lo stile Poveri ma con Stile non è fatto per evitare i conflitti;
è fatto per non diventare mai come chi usa il conflitto per esistere.

Perché alla fine la vita è semplice:
ci sarà sempre qualcuno che piazza “sbarre”.
Inutili, piccole, storte, ridicole.

E ci sarà sempre chi, con un gesto molto più pulito,
trasforma quella stessa sbarra in un tappeto scenico
che mette in luce una verità cristallina:

la vera eleganza non sta nel non subire il brutto,
ma nel saperlo trasformare in qualcosa che parla bene di te
e malissimo di chi l’ha creato.

Chi deve capire, capisce.
Gli altri applaudono.

Firmato:
lo stile dp.

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